VIOLENZA DI GENERE E VIOLENZA SESSUALE

Ma soprattutto sulla violenza sessuale che oggi e’ diventato un fattore fortemente chiamato in causa.

Questo argomento da circa un quindicennio e’ diventato quasi un must nelle nostre comunita, arrivando a creare dei veri e propri movimenti ideologici e molte leggi costruite ad hoc per questo “problema”.

Ho volutamente virgolettato allo scopo di chiarificare a voi tutto cosa si intende e se veramente oggi in italia e’ uno dei primi problemi se non il primo addirittura.La risposta e’ no!!!, almeno per la mia analisi e la mia esperienza.Innanzi tutto prima di continuare vi mostro un grafico che esorto a guardare molto attentamente.

Ora  e’  evidente   che  non  siamo  un  paese  in  emergenza  da  questo  punto  di  vista,  pur  ammettendo  chiaramente  che  questo  genere  di  azioni  e’  veramente  ai  limiti  della  sopportazione umana!!!

Ma  prima  di  continuare  vediamo  un  po  le  ragioni  storiche  e  culturali  di  questo  fenomeno.

Ragioni storiche alla base della discriminazione sessuale

Oggi, nel 2025, voglio condividere con voi un’analisi personale sulle origini e sull’evoluzione di quella forte deterrenza sociale nei confronti dell’atto sessuale, che talvolta assume forme di vera e propria discriminazione.

Facciamo però un passo indietro: la violenza su un altro essere umano è indubbiamente un gesto esecrabile, intollerabile in qualsiasi società civile e relativamente evoluta. Ma non dobbiamo dimenticare che fin dall’antichità esistevano rapporti sessuali imposti – spesso definiti “abusi” – considerati naturali o addirittura normali in contesti culturali molto diversi dal nostro.

Con il passare dei secoli, parallelamente all’evoluzione delle comunità, si è assistito a un progressivo “addomesticamento” delle relazioni tra individui e a un certo “addolcimento” dei costumi sessuali. Eppure, per gran parte della storia, tali rapporti sono rimasti profondamente segnati da una visione maschilista, in cui la libertà di una parte – quasi sempre la donna – era fortemente limitata.

Ancora oggi, in molte culture diverse da quella occidentale, permangono forme di educazione e di norme sociali che privilegiano valori considerati “maschili”, generando disparità di diritti e di dignità. Comprendere queste radici storiche è fondamentale per riconoscere le ingiustizie del presente e lavorare insieme per un futuro in cui ogni individuo possa vivere la propria sessualità in completa libertà e rispetto reciproco.

Detto ciò, eviterei di considerare qualsiasi atto sessuale come violenza pura da punire con pene detentive equiparabili ai reati più gravi.

Ma come si è evoluto in Italia questo fenomeno sociale? Fino alla seconda metà degli anni Settanta esisteva ancora il cosiddetto “delitto d’onore”, che testimonia di come, fino a pochi decenni fa, molte culture riservassero punizioni corporali – talvolta disumane – a donne ritenute “infedeli” o “troppo libere”. Un gesto ignobile, certo, ma pur sempre un atto di violenza fisica diretta contro un altro essere umano.

Proprio in reazione a secoli di discriminazione subita, nel nostro Occidente le rivendicazioni femminili sono cresciute fino a tradursi in leggi e politiche fortemente a tutela delle donne. In alcuni casi – soprattutto attraverso frange estreme del movimento – si è avvertita una spinta che ha fatto sembrare gli uomini “colpevoli a prescindere”, generando a loro volta una percezione di ingiustizia e, talvolta, forme di discriminazione nei confronti del genere maschile.

Eppure, nonostante misure severe come l’ergastolo obbligatorio per il femminicidio o l’inasprimento delle norme sul consenso (il cosiddetto “codice rosso”), i dati sui femminicidi non sembrano diminuire e talvolta perfino peggiorano. Ne è conseguita una sorta di “stato di guerra” legislativo e culturale che, anziché sanare le ferite, rischia di alimentare nuovi torti e contrapposizioni tra i sessi.

Volutamente ho inserito quel grafico per mostrare che in Italia non c’è un’emergenza fuori controllo: fenomeni simili esistevano anche decenni fa, ma senza suscitare allarmismi né degenerazioni psicologiche e sociali così marcate.

Non tutti gli uomini sono “cattivi” e non tutti nutrono l’unico scopo di nuocere alle donne—per fortuna la maggioranza non lo fa! E allora perché, oggi, sembra di essere arrivati quasi a uno scontro tra i due sessi? Basta scorrere TikTok, Facebook o i notiziari di Mediaset per rendersi conto dell’entità del danno sociale che si è creato.

Anche qui mi permetto una breve riflessione, frutto di anni di osservazione diretta e indiretta:

  • Social media: amplificano le storie estreme, trasformando un caso isolato in “notizia di massa”.
  • Politica: strumentalizza il fenomeno per guadagnare consenso, spesso rinforzando sterili divisioni anziché proporre soluzioni concrete.
  • Voglia di protagonismo dei media di Stato: la ricerca di audience porta a titoli sensazionalistici, che non aiutano a comprendere davvero la realtà.

Solo riconoscendo questi fattori potremo riportare il dibattito nel suo giusto contesto e tornare a parlare di prevenzione, educazione e rispetto reciproco, senza alimentare inutili contrapposizioni.

Concludo questo paragrafo asserendo a giusta ragione, che semmai ci sia nota di intervenire al fine di evitare soprattutto il male fisico alle donne da parte di certi uomini, sia non tanto la prevenzione che pare ce ne sia gia’ tanta come su detto, ma la giusta informazione sociale verso i sessi fatta di aiuti, supporto e presa in carico del problema da parte delle istituzioni principalmente e dai preposti specificamente a questi argomenti…..diversamente credetemi non si potra’ mai parlare ne di civilta’ e nemmeno di paese civile; punire non e’ la soluzione, non lo e’ mai stata in nessuna cultura del mondo!

MA TORNIAMO AL CRIMINE PER SESSO DA CUI SIAMO PARTITI.

L’atto sessuale, di per sé, è un fatto prettamente naturale, pensato dalla natura per permetterci di riprodurci e scongiurare l’estinzione. Esiste dalla nascita dell’essere umano e, come detto, nel tempo ha subito un progressivo “addolcimento”, rimanendo comunque sempre un fatto istintivo, come lo sono il bere e il mangiare; anche se, secondo alcune tendenze sociali e scientifiche, si ritiene che se ne possa tranquillamente fare a meno, a differenza dei primi due istinti (anzi tre, includendo anche l’istinto di sopravvivenza).

È chiaro che, nelle culture fortemente sviluppate come Giappone, Europa, Corea e forse USA, il sesso sia diventato un vero e proprio feticcio, dove scaricare tabù, paure, solitudine e insicurezze che prima non si registravano, nemmeno quando si pensava che fossimo “indietro” su questi argomenti. Prova ne è che oggi la donna centellina o elimina il sesso per la maggioranza del popolo maschile, riservandolo solo a pochissimi, o addirittura rifugiandosi nell’autoerotismo, tra social e siti specializzati.

Insomma, la tecnocrazia sta rendendo sempre meno naturali ragazzi e adulti nei confronti di un fenomeno naturale, forse tra i più naturali in assoluto. Tutto ciò si evidenzia nei bassi indici di natalità dell’Occidente e nel calo della fertilità, sia maschile che femminile.

Pare addirittura che persino ideologie e politica stiano andando verso l’accettazione di questo cambiamento, che a mio avvisso e sicuramente peggiorativo sotto ogni punto di vista!! il mondo ormai e’ òpieno di individui non familgie vecchio stile, individui che sono target di riferimento per lobbie commerciali e tecnologiche pronte ad offrire soluzioni non alla famiglia ma bensi a indivisui che possono anche essere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna in alto